5 maggio: giornata nazionale di lotta alla pedofilia e pedopornografia
04/05/2013
Domani, 5 maggio, si celebra la giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia. L'abuso all'infanzia è stato definito dall'OMS nel 2002 :
"Per abuso all’infanzia e maltrattamento debbono intendersi tutte le forme di maltrattamento fisico e/o emozionale, abuso sessuale, trascuratezza o negligenza o sfruttamento commerciale o altro che comportino un pregiudizio reale o potenziale per la salute del bambino, per la sua sopravvivenza, per il suo sviluppo o per la sua dignità nell’ambito di una relazione caratterizzata da responsabilità, fiducia o potere”.
Gli abusi sessuali rappresentano una parte dei casi di maltrattamento, che, secondo la stima del telefono azzurro, negli USA, per i dati riferiti al 2010, hanno rappresentato il 9% di tutti i casi di maltrattamento, coinvolgendo 695.000 bambini.
In Italia, dove i sistemi di monitoraggio sono meno estesi e sistematici, secondo dati riferiti al biennio 2008-2010 dal telefono azzurro, rappresenterebbero il 4% dei casi di maltrattamento.
In realtà il fenomeno vive molto nel sommerso ed una grande quantità di situazioni non arrivano ed emergere, né ad essere denunciate.
Attualmente è in estensione il fenomeno dell'adescamento on line di ragazzine ed adolescenti (10% in più rispetto al 2008) che comunque in generale restano le vittime più frequenti di abusi, ma in oltre un terzo dei casi si tratta invece di bambini, soprattutto di età inferiore agli 11 anni.
Gli abusanti nella maggior parte dei casi sono figure familiari, ma anche istruttori, educatori, insegnanti, religiosi, etc.
L'abusante per lo più si presenta come una persona socialmente ben integrata e pertanto non facile da individuare: spesso la perversione appare limitata alla sfera sessuale.
I segnali di abuso nelle giovani vittime sono in genere "aspecifici" vale a dire disturbi d'ansia, iperattività, tendenza alla psicosomatizzazione con frequenti dolori fisici (mal di testa e mal di pancia), tristezza e depressione.
L'unico segnale che potremmo considerare "specifico" almeno in una certa misura, è rappresentato dalla focalizzazione dell'attenzione del bambino su tematiche di tipo sessuale: in questo caso se il bambino dimostra conoscenze o comportamenti non adeguati alla sua età, è necessario disporsi ad un ascolto attento non ansioso o ulteriormente colpevolizzante (di solito le vittime si sentono "sporche e colpevoli") per comprendere, quanto meno, dove, quando e da chi il bambino ha "imparato" determinate cose.
Malgrado sia utile mantenere sempre una attenzione vigile sulla eventualità di presenza di abuso in un minore, è sempre necessario dedicarsi ad un ascolto libero e sereno, astenendosi da atteggiamenti eccessivamente intrusivi e specificamente mirati, che potrebbero anzi sortire il risultato di una ulteriore chiusura difensiva nella vittima.
Domani, 5 maggio, si celebra la giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia. L'abuso all'infanzia è stato definito dall'OMS nel 2002 :
"Per abuso all’infanzia e maltrattamento debbono intendersi tutte le forme di maltrattamento fisico e/o emozionale, abuso sessuale, trascuratezza o negligenza o sfruttamento commerciale o altro che comportino un pregiudizio reale o potenziale per la salute del bambino, per la sua sopravvivenza, per il suo sviluppo o per la sua dignità nell’ambito di una relazione caratterizzata da responsabilità, fiducia o potere”.
Gli abusi sessuali rappresentano una parte dei casi di maltrattamento, che, secondo la stima del telefono azzurro, negli USA, per i dati riferiti al 2010, hanno rappresentato il 9% di tutti i casi di maltrattamento, coinvolgendo 695.000 bambini.
In Italia, dove i sistemi di monitoraggio sono meno estesi e sistematici, secondo dati riferiti al biennio 2008-2010 dal telefono azzurro, rappresenterebbero il 4% dei casi di maltrattamento.
In realtà il fenomeno vive molto nel sommerso ed una grande quantità di situazioni non arrivano ed emergere, né ad essere denunciate.
Attualmente è in estensione il fenomeno dell'adescamento on line di ragazzine ed adolescenti (10% in più rispetto al 2008) che comunque in generale restano le vittime più frequenti di abusi, ma in oltre un terzo dei casi si tratta invece di bambini, soprattutto di età inferiore agli 11 anni.
Gli abusanti nella maggior parte dei casi sono figure familiari, ma anche istruttori, educatori, insegnanti, religiosi, etc.
L'abusante per lo più si presenta come una persona socialmente ben integrata e pertanto non facile da individuare: spesso la perversione appare limitata alla sfera sessuale.
I segnali di abuso nelle giovani vittime sono in genere "aspecifici" vale a dire disturbi d'ansia, iperattività, tendenza alla psicosomatizzazione con frequenti dolori fisici (mal di testa e mal di pancia), tristezza e depressione.
L'unico segnale che potremmo considerare "specifico" almeno in una certa misura, è rappresentato dalla focalizzazione dell'attenzione del bambino su tematiche di tipo sessuale: in questo caso se il bambino dimostra conoscenze o comportamenti non adeguati alla sua età, è necessario disporsi ad un ascolto attento non ansioso o ulteriormente colpevolizzante (di solito le vittime si sentono "sporche e colpevoli") per comprendere, quanto meno, dove, quando e da chi il bambino ha "imparato" determinate cose.
Malgrado sia utile mantenere sempre una attenzione vigile sulla eventualità di presenza di abuso in un minore, è sempre necessario dedicarsi ad un ascolto libero e sereno, astenendosi da atteggiamenti eccessivamente intrusivi e specificamente mirati, che potrebbero anzi sortire il risultato di una ulteriore chiusura difensiva nella vittima.
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